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La birra che fa latte e altre fake news

I falsi miti sull’alimentazione in gravidanza e nei primi mesi di vita del bebè

Jolanda cara, la birra fa latte, bevi!– Mi ripetevano le mie zie quando allattavo Matilde, che ora ha raggiunto la maggiore età sana e salva. Capirai, con me che non amo il vino, ma per la birra di qualità ho un debole, avrebbero sfondato una porta aperta. Fortunatamente la mia laurea in farmacia, che mi ha lasciato in eredità un approccio scientifico verso il mondo, e le dritte del pediatra di fiducia che consultavo regolarmente con la mia prima figlia, hanno risparmiato alla piccola inutili dosi di alcool (;

La birra, infatti, oltre al luppolo contiene alcool, sostanza che passa nel latte maternoe pertanto non è consigliata quando si aspetta un bebè o si allatta, esattamente come il vino.

Purtroppo le neo-mamme, specialmente quando sono alle prime armi, sono letteralmente sommerse da una raffica di false informazioni, credenze popolari e consigli errati sull’alimentazione da seguire nel periodo che va dal concepimento fino ai 2 anni di vita del bambino.

La mia personale ricetta da mamma di 3 figli, è sempre stata quella di non cedere alla prima bufala sentita ai giardinetti o in Rete, ma ricercare sempre le fonti delle varie informazioni. Mi rendo conto però che spesso fare la gimkana fra le fake news riguardo alla nutrizione a cui siamo sottoposte in quel periodo già tanto delicato della vita, non sia affatto una passeggiata.

Una volta almeno ci dovevamo difendere solo dai consigli della nonna, ora invece su Internet i falsi miti assumono una parvenza pseudo-scientifica e cascare nel tranello purtroppo è più facile.

Se prima c’era l’invito a mangiare per due in gravidanza e il rischio era di eccedere con il peso, oggi è pieno di siti e di blog che, senza alcuna autorevolezza scientifica, lanciano allarmismi su cosa mangiare o non mangiare nei 9 mesi e in allattamento. Il latte è veleno, il glutine peggio mi sento, la farina bianca tabù, sono tutte informazioni che decontestualizzate dovrebbero lasciare il tempo che trovano e invece fanno proseliti fra le mamme in dolce attesa, spesso inesperte e confuse.

Ricordo ancora le amiche che dopo aver partorito seguivano una dieta forzata per il timore di “guastare” il latte: no alle spezie, no ai carciofi, no agli asparagi, no ai frutti di mare. Uno stress che sicuramente non faceva bene né a loro né al bebè, eppure non c’era modo di convincerle a confrontarsi con una figura esperta, in grado di tranquillizzarle e di informarle su cosa era davvero pericoloso mangiare e cosa invece non aveva alcuna conseguenza se non quella di alterare leggermente il gusto del latte.

Quando si arriva finalmente allo svezzamento le cose non migliorano, anzi. Mode e falsi miti si moltiplicano, con regole assolutamente inventate e consigli dietetici del tutto infondati.

Si va dai classici rimedi di vecchia scuola, che suggeriscono di aggiungere un pizzico di sale per insaporire la pappa, quando il bimbo si mostra inappetente (errore che qualsiasi pediatra moderno vi dirà di non fare!), oppure invitano a usare il latte vaccino diluito in acqua che è più buono e non ha mai ucciso nessuno, fino ai consigli contemporanei sull’uso degli alimenti integrali o gluten free.

Questi falsi miti che si tramandano di madre in figlia e in Rete trovano terreno fertile per crescere e moltiplicarsi non solo sono inutili, ma possono diventare dannosi, perché il tema della nutrizione nei primi anni di vita è una questione seria, dalla quale dipenderà la salute futura dei nostri figli: è il caso del latte vaccino, che come dimostrano gli studi recenti, contiene troppe proteine ed è invece povero di ferro, elemento indispensabile per lo sviluppo cerebrale.

Jolanda Restano
http://www.filastrocche.it

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