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A mio figlio do il latte d’asina perché è allergico al latte vaccino

L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) si manifesta principalmente nell’infanzia, e il fondamento della terapia consiste nella completa eliminazione delle proteine del latte vaccino dalla dieta dei bambini. Idealmente, l’alimento sostitutivo, dovrebbe essere ipo- o anallergenico, non cross-reattivo con le proteine del latte vaccino, nutrizionalmente adeguato e palatabile. Le formule a base di idrolisati estensivi sono  raccomandate come prima scelta per il trattamento dell’APLV.  Su un fronte parallelo, negli ultimi anni, si è fatto sempre più vivo l’interesse nei confronti di latti di altre specie mammifere, tra cui il latte d’asina, nei lattanti e nei bambini con APLV. L’entusiasmo nei confronti di questi alimenti, inizialmente legato prevalentemente al basso costo ed alla palatabilità, certamente migliore di quella degli idrolisati spinti, è progressivamente scemato con la dimostrazione, per alcuni di essi, in particolare il latte di capra e di pecora, di una elevata cross-reattività con le proteine del latte vaccino. Inoltre, da un punto di vista strettamente nutrizionale, il latte di capra è carente di alcuni fattori essenziali, quali acido folico e  vitamina B12.

Il latte di asina, la cui composizione può variare sensibilmente tra razze differenti, è verosimilmente più simile al latte umano rispetto al latte vaccino e di capra. In particolare, il contenuto proteico del latte di asina è di poco superiore a quello presente nel latte materno, collocandosi ad un livello nettamente inferiore rispetto a quello del latte di mucca il cui contenuto proteico è eccessivo per il bambino nel primo anno di vita. Il latte di asina, inoltre, presenta un elevato contenuto di lattosio, sovrapponibile a quello del latte umano, che ne rende accettabile il sapore. Tuttavia il latte d’asina non è adeguato nutrizionalmente nel primo anno di vita poichè lo scarso contenuto lipidico ne determina il basso valore energetico rispetto al latte umano e ciò non consente di utilizzare questo alimento, così come si presenta in natura, come alternativa alle formule idrolisate spinte, derivate dal latte vaccino. Inoltre il latte d’asina è molto carente in ferro, nutriente importante nelle prime epoche di vita.

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