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Allattamento al seno: istruzioni per l’uso

“Posso portarla con me?”. Quando si allatta a richiesta questa è la domanda che è inevitabile porsi prima di prendere qualsiasi impegno. E con “qualsiasi” intendo dire dall’estetista alla visita medica, dalla spesa a una serata mondana.

Perché se si allatta a richiesta, l’autonomia che abbiamo da nostro figlio è limitata. Allontanarci da lui per più di un’ora, se non abbiamo previsto una scorta di latte da dargli in nostra assenza, è molto rischioso.

Senza questa precauzione, infatti, non appena avrete varcato la soglia del vostro tanto bramato impegno riceverete questa chiamata: “Non so che fare! Piange disperato… penso abbia ancora fame!”.

In questi casi, se non siete riuscite a tirarvi il latte, vi trovate davanti a un bivio:

  1. Rinunciare al vostro impegno e tornare a casa tipo pilota di Formula1 con l’eco del suo pianto nelle orecchie;
  2. Sbrigare il tutto nel minor tempo possibile, ma mettere in conto che, una volta rientrate a casa, a perforarvi i timpani non saranno solo le urla del pargolo affamato, ma anche dello sventurato cui avete lasciato il bambino per un tempo che gli sarà sembrato interminabile (marito, nonna o suocera);

Quando si diventa mamma per la prima volta ci sarà sempre la nonna, la vicina o la zia di turno pronta ad affermare con inconfutabile certezza: “tra una poppata e l’altra devono passare almeno due ore e mezza o tre”. Motivo per cui vi sarà capitato di aver allattato vostro figlio e preso un impegno che non contemplasse la sua presenza, convinte che “tanto prima di due ore e mezza non avrà fame”. Purtroppo non è così.

Certo, può capitare che vi stupisca e regga anche 4 ore consecutive perché magari nella poppata precedente si è particolarmente saziato.
Questa eventualità, tuttavia, accade solo quando voi siete al suo fianco, pronte a sfoderare la tetta.

In realtà ogni bambino è diverso e allattare a richiesta significa assecondare i suoi ritmi ed esigenze, non l’orologio.
Ci sono vari segnali con i quali il bambino comunica che ha bisogno della poppata: muovere o allungare le braccia, girare il capo da un lato all’altro aprendo la bocca in direzione del vostro seno, mettersi le manine in bocca, sbadigliare. Il pianto è un segnale tardivo e potrebbe rendere più difficile attaccare il bambino al seno, pertanto sarebbe bene anticiparlo.

La maggior parte dei bambini si nutre minimo 8 volte nell’arco delle 24 ore e in alcuni giorni possono anche arrivare a 12: non c’è una regola e non bisognerebbe imporla. Certo, farebbe comodo a tutte illudersi di avere queste tre ore di libertà dopo ogni poppata, ma non è così.
La verità è che, quando si allatta al seno, prendere impegni senza portarci dietro il piccolo è un azzardo.

Avere una corretta informazione sui temi dell’alimentazione di noi mamme e dei nostri bambini non è scontato: ecco perché ho aderito con piacere al progetto Nutripedia, la piattaforma dove medici ed esperti in nutrizione offrono consigli e corrette indicazioni ai genitori.

Giulia Telli
http://www.mammachelibro.com

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